Arte, Memoria e Multimedia
Il nostro presente rapido e tecnologico ha bisogno di nuove pratiche di cura della persona.
L’arte e la bellezza non possono più limitarsi a produrre forme. Hanno bisogno di aprirsi alla relazione, all’empatia.
Bisogna che il corpo torni centrale.
Bisogna comprendere la sua salute fisica ma anche mentale e psicologica, nella sua unità.
Abbiamo bisogno di consapevolezza, di un’esatta percezione di noi stessi, degli altri, del tempo, dello spazio. Abbiamo bisogno di nutrire il nostro corpo fisico ma anche la nostra anima. In inglese si dice Awareness, è coscienza del nostro essere. Se avere è importante, essere è necessario.
Le nuove pratiche di cura della persona, oltre a quelle sanitarie, psichiche e sociali, partono dalle arti, dalla letteratura alla musica, dal cinema al teatro, dal dialogo critico con se stessi e con gli altri, comprendendo la loro nuova disponibilità all’interazione.
Qualcosa di molto antico, in realtà: nel quarto secolo prima di Cristo, il teatro e lo stadio di Epidauro, erano reparti del più grande ospedale dell’antichità.
I medici di allora, che erano sacerdoti, conoscevano attività molto simili allo sport di oggi, allo psicodramma, alla musicoterapia, fino alle pratiche meditative come la mindfulness.
Dopo anni di ideologia dell’unicum, dell’uniformità senza dialogo, dell’espulsione delle ideologie in quanto capaci di generare critica sistemica e rinnovare la struttura sociale, ritorna oggi prepotente la necessità di generare consapevolezza. Per “intelligenze generative” reclamano ogni giorno la loro dose di alimento che ritrovano nella sterminata memoria collettiva.
L’entropia cresce più che proporzionalmente alla potenza di calcolo delle reti neurali e degli algoritmi che le sottendono. C’è chi paventa una progressiva “presa del potere” da parte dell’intelligenza generativa priva di confini.
Il caos dell’intelligenza collettiva rende stupida l’intelligenza artificiale sempre più in difficoltà nella mediazione tra le domande razionali e la memoria globale. Cresce il bisogno di critica e di consapevolezza.
I sentimenti umani entrano a pieno titolo nei modelli di AI ma non le emozioni. Le emozioni sono generate dai sentimenti ma evocano e catturano l’imprevisto.
La cultura critica è la nuova frontiera dell’umanità, impegnata in un continuo dialogo con i nuovi modelli razionali generati dall’AI, strumento fondamentale per la crescita della consapevolezza dell’essere.
Nel passato la memoria era patrimonio di pochi studiosi impegnati a riordinarla, renderla razionale e compatibile con il potere.
Solo i nobili e i guerrieri erano degni di dettare le loro memorierendendole eroiche e capaci di insegnamento. La memoria distingueva gli uomini dagli animali, consegnava l’esistenza all’eternità o alla nullità.
Dopo i nobili e i guerrieri vennero i saggi, gli esploratori, i colti, anch’essi ambiziosi di lasciar traccia nell’eternità. Poi vennero i ricchi e infine i politici, rendendo sempre di più la memoria connessa al potere e all’ambizione di renderlo eterno.
Nelle democrazie e nelle civiltà vi furono tentativi di scrittura di memoria collettiva. Ci provarono con grande successo i sacerdoti di diverse chiese e i cultori di diverse divinità. La memoria in questi casi si alimentava di ideologia e generava prassi, insegnamento, conformismo e precetti.
La memoria generava regole e stili di vita.
Poi è arrivato il WEB. Il Leviatano apre le sue porte e genera rumore.
Milioni di pensieri, testimonianze, pulsioni, violenze verbali, minacce, conoscenze. Milioni di persone si affacciano sul bordo dell’informazione buttando i loro escrementi, milioni di individui, forse inconsapevolmente, generano memoria e intelligenza collettiva, miliardi di individui frantumati si sentono protagonisti della storia e non traggono consapevolezza di essere piccoli granelli di sabbia sospinti in un moto perpetuo al servizio del Sistema Unico.
Ancora una volta la risorsa scarsa è la consapevolezza. Internet apre la comunicazione e la mette a disposizione di milioni di voci narranti ma nel contempo la rende insignificante così diluita e trasformata in semplice rumore di fondo. L’AI generativa irrompe in questo mondo vanitoso ed egocentrico creando l’illusione della possibile eternità.
Tutto diventa memoria e quindi immortale. Chi non esisteva potrà vivere sotto forma di AI a cui donare ricordi, conoscenza ed immagine.
Le conseguenze sono così imprevedibili da consigliare prudenza. Ma il grande gioco è iniziato e non si potrà fermare. Cresce il bisogno di consapevolezza e di competenza, cresce la necessità di formazione ad un uso selettivo e sicuro.